Io sono Partito | Riccardo Goretti
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Io sono Partito

About This Project

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presentano

IO SONO PARTITO 

di e con 

RICCARDO GORETTI e MASSIMO BONECHI 

FotoJet

“Voi non mi conoscete, ma io nel mio paese son famosissimo, son stato per anni il più famoso del paese e azzerderei a dire anche di diversi paesi vicini. Son nato amici miei in Toscana, nel glorioso maggio del 1921, in un piccolo borgo di contadini e operai dove esse’ comunista era un mandato morale, un dovere, una cosa naturale e che vien da sé, come rigovernare dopo ave’ desinato, ecco. Nel mio paese signori e amici e compagni e compagne, dovete sapere, ci avvenne un recorde: nell’elezioni de’ 1984 si fu l’unico posto d’Italia e io penso de’ mondo intero, dove i’ Partito Comunista prese i 100%. Pe’ favvi capire da indove vengo io. Il 100 signori. Anche i’ prete voto’ comunista. Davvero! Da noi eran comunisti anche i democristiani! Noi s’inventò i cattocomunisti vent’anni prima de’ Partito Democratico, pensa te.”

Dopo “Gobbo a Mattoni” torna in scena il rodato duo Goretti/Bonechi in una nuova creazione: “Io sono partito”, storia tragicomica di una vita qualunque costantemente intrecciata e legata a doppio filo alla parabola del Partito Comunista Italiano.

Prendendo spunto da riflessioni umane, politiche e sociologiche, i due autori e attori raccontano le vicende intime e storiche di un periodo meraviglioso e complicatissimo per la nostra nazione attraverso gli occhi di chi non ha forse mai compreso eventi più grandi di lui, ma ci si è sempre trovato in mezzo. Un po’ come ci succede quasi sempre, anche se non lo ammettiamo mai.

“Ho raccolto un’altra sfida di Massimo, un po’ come successe con “Gobbo a Mattoni”. Un giorno mi ha detto: “Vorrei fare uno spettacolo sulla storia del partito comunista… un po’ come se la raccontasse contemporaneamente Carlo Marx e il mi’ babbo”. Ci ho pensato, mi è sembrato meraviglioso e gli ho risposto come Gene Wilder in Frankenstein Junior: “Si può fare”.

Credo che Massimo, forse per i suoi studi di scienze politiche e per il suo umanissimo sentire, e per il suo essere visceralmente toscano nel senso più nobile del termine, sia una delle persone più adatte al mondo per raccontare in scena la storia del Partito Comunista Italiano. Una storia gloriosa fatta di sogni infranti e errori clamorosi, battaglie utopiche e speranze mai capite fino in fondo. Una storia dunque che assomiglia terribilmente a una vita qualsiasi. Solo… “in grande”, se così si può dire. Ma la differenza, a guardar bene, e come ho ripetuto sovente, è davvero minima”. (RG)

Date

September 27, 2018

Category
Spettacoli