Essere Emanuele Miriati | Riccardo Goretti
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Essere Emanuele Miriati

About This Project

…compito dell’artista dovrebbe essere il trattare di ciò che lo colpisce a livello profondo.

Di ciò che ha contribuito a formare la sua visione delle cose.

Di ciò che ha scosso le sue convinzioni pregresse.

Di ciò che può aiutare il fruitore dell’opera a comprendere un punto di vista diverso.

Di ciò che trova, semplicemente, bello ed interessante a più livelli. 

Nessuno avrà obiezioni, dunque, se in questo spettacolo io parlerò di Emanuele Miriati. 

 

Cominciamo con una presa di coscienza. Il 2013 ha bisogno del suo “Cioni Mario di Gaspare Fu Giulia”. Per colmare questa lacuna, o presunta tale, nasce l’idea di “Essere Emanuele Miriati”. Nel 1975, lo spettacolo di Benigni/Bertolucci fece un punto e a capo sull’esame della condizione di vita del proletariato in Italia. Partendo dal personaggio protagonista, la fortunatissima piéce in questione proponeva una weltanschauung straziante, originale e molto sincera. Nella fattispecie, il Cioni era un operaio della provincia pratese, terrigno, disperato, squattrinato, capace (quasi suo malgrado) di profonde analisi sociali e ed esistenziali quando si trova coi suoi amici e di slanci di dolcezza sublime quando va a puttane. Emanuele Miriati è un operaio della provincia pratese, terrigno, disperato, squattrinato, capace (quasi suo malgrado) di profonde analisi sociali ed esistenziali quando si trova coi suoi amici e di slanci di dolcezza sublime quando va a puttane. Non che questo basti. Nè per lo spettacolo, né per la vita. Infatti c’è di più. C’è la gioia, la rabbia, l’impulisività, l’amicizia, la morte, la generosità, “un senso di inappagamento non costante ma presente”. E, ovviamente, ci sono le bugie, c’è la fica, e c’è Pippo. 

 

All’interno del mio personale percorso artistico, “Essere Emanuele Miriati” arriva dopo Gli Omini e dopo “Annunziata Detta Nancy”.

Con Gli Omini ho intervistato e ho indagato, per sei anni, l’animo umano in lungo e in largo per l’Italia. In maniera compulsiva, affamata, sparando nel mucchio. Ma imparando a rimettere in scena quello che mi interessava delle risposte che mi venivano date. Ho imparato a suonare il mio strumento teatrale. 

Con “Nancy” ho iniziato a comporre, ho usato lo strumento su di me e sulla mia famiglia. Ho vibrato, forse per la prima volta.

Con “Essere Emanuele Miriati” vorrei iniziare a sperimentare. Esplorare le possibilità espressive del mio strumento grazie allo spunto di base fornitomi da una persona che, realmente, in poco più di un anno ha cambiato il mio modo di vedere le cose. 

 

In scena c’è solo l’attore, cioè c’è solo Emanuele, e un mucchio di terra. Evidentemente una tomba. Un morto da poco. Una presenza muta e ingombrante. Emanuele parla con la terra, col suo caro che non c’è più. E, a poco a poco, si apre. Racconta al morto esperienze e sensazioni che non racconterebbe mai ai vivi. Insieme a lui, prendono la parola, di quando in quando, suo padre, figura distante e quasi mitologica come in ogni famiglia proletaria di provincia (specialmente se toscana) che si rispetti, Taylla, una trans brasiliana che si è disperatamente innamorata del nostro protagonista, e Luftar, collega operaio precario a sua volta, albanese, “banalmente” arrivato fin qua col gommone.

 Insieme tratteggiano il quadro complessivo, senza paure, senza ipocrisie, senza peli sulla lingua. Perché, per dirla con le parole di Emanuele “Anche NON mandare affanculo chi se lo merita vol dire essere poco puliti!”.

Insieme restituiscono, almeno così mi auguro e ci auguriamo, al 2013 il suo Mario Cioni. 

Insieme  ci spiegano cosa significhi essere Emanuele Miriati. 

Lo spettacolo è, fin troppo ovviamente, dedicato al grande Carlo Monni.

Dio bono Carlino che scherzaccio tu ciai fatto a andà via proprio i’ 19 maggio.

LEGGI LA PRESENTAZIONE SU KRAPP’S LAST POST:
http://www.klpteatro.it/chi-e-emanuele-miriati-ce-lo-racconta-riccardo-goretti

GUARDA LA PHOTOGALLERY DEL DEBUTTO:
http://www.pratosfera.com/06/07/2013/essere-emanuele-miriati-le-foto/

GUARDA IL VIDEO COMPLETO DEL DEBUTTO:
http://www.e-performance.tv/2013/07/essere-emanuele-miriati.html

LEGGI LA RECENSIONE DI GRAZIANO GRAZIANI SU TEATRO E CRITICA:
http://www.teatroecritica.net/2013/12/il-fango-della-non-importanza-goretti-e-emanuele-miriati/

Anno di Produzione

2013

Nata Teatro
Armunia / Festival Inequilibrio 2013
in collaborazione con
Arti Vive Habitat
e con
Accademia Amiata Mutamenti Factory
e con
Centro Culturale La Gualchiera – Montemurlo
presentano
una distribuzione Fonderia CultArt
ESSERE EMANUELE MIRIATI
Di e con Riccardo Goretti
Collaborazione ai testi e alla scena: Emanuele Miriati
Collaborazione tecnica: Duccio Burberi
Realizzazione tomba: Francesco Bresci
Foto: Silvia Bavetta

Category
Spettacoli
Tags
teatro