Disastri | Riccardo Goretti
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Disastri

About This Project

“Bisogna scrivere versi tali, che a gettare la poesia contro la finestra il vetro si deve rompere”. 

Di Daniil Charms.

Disastri – pericolo stelle cadenti – una meteora nel cielo di Russia – una matrioska di cubi – il riquadro esibitivo di una finestra – una sediolina per pensarci su – aree di gioco – la profondità, la gravità – la smargiasseriaaaa

Disastri, uno spettacolo che per assurdo piace a vecchi e bambini. E se c’è un medico in sala, non si annoierà.

Vieni avanti cretino – c’è posta per te – pigliate ‘na pastiglia – la sventurata rispose – fatti avanti – fatti sotto – botte, battute, cadute – frequenti, spesse, soventi – acrobatiche, loffie, ricercate – cadute di stile – botte da brio – brivido in sala – c’è un medico in sala – c’è un cuore che sbatte – troppo tardi – la sai l’ultima – c’era una volta anzi due – pappappèro – tutto da capo – giro di vite – stop

Disastri, uno spettacolo che piace a chi ci capisce è bravo.

“È proprio questo, un autore minore: senz’avvenire e senza passato, ha solo un divenire, un centro, attraverso cui comunica con altri tempi, altri spazi. (…). È il minore che dà i capolavori veri…” Gilles Deleuze, da “Il teatro e le sue minoranze” in Carmelo Bene, Opere, Bompiani.

Si dirà che Daniil Charms appartiene eccome alla storia, che lo fagocitò a soli 36 anni, morto di stalinismo, di guerra e di fame nel manicomio in cui era stato rinchiuso, dopo un primo arresto intimidatorio qualche anno prima e una progressiva persecuzione fino al totale blocco delle pubblicazioni. Tutto ciò è molto vero, tuttavia Charms non scriveva direttamente per questo e di questo. Scriveva quello che gli sembrava indispensabile; era il regime a considerarlo sovversivo. Così come sul piano letterario la sua primaria appartenenza al modernismo di filiazione futurista non ne fa un esponente rappresentativo delle avanguardie storiche, almeno finché si continuerà a suddividerle diligentemente in scuole correnti e controcorrenti. È un po’ come se in astronomia si continuasse a studiare le stelle solo come elementi delle costellazioni. Nel secolo scorso, soprattutto durante il primo quarantennio, spesso erano gli stessi artisti a volersi identificare e raggruppare nei manifesti e negli “ismi”, salvo poi verificarne nei fatti e di persona i limiti, in termini di libertà e creatività. D’altronde, per i non allineati la vita era dura, quando non impossibile. Nel secolo scorso.

A settant’anni esatti dalla morte di Daniil Charms (prendendo per buono il nom de plume più usato da Daniil Ivanovic Juvacev), è sacrosanto che approdi sui palcoscenici italiani un tributo al suo genio, alla sua arte, alla sua parola. 

“Disastri” è uno spettacolo a quadri, antinarrativo, frenetico, inconcludente, zeppo di cadute di stile. Il tentativo è quello di mettere in scena le situazioni immaginate dallo scrittore russo solo e soltanto per quello che sono: senza interpolazioni intellettuali, riflessioni sul momento storico (suo o nostro), interpretazioni egoiche e poco rispettose. Solo l’immaginario di Charms. Solo i verbi di Charms. Solo lo sberleffo al reale, la ribellione al normale, la potenza della cazzata di Charms.

A occuparsi di questa impresa, persone che da tempo riconoscono il potere sovversivo della risata inaspettata, quella che sbuca da dentro dentro e esce fuori fuori anche se inopportuna. Persone che non capiscono l’umorismo, veramente, e che se gli chiedi cosa c’è da ridere in quello che fa ridere loro, mica te lo sanno spiegare. Persone che hanno conosciuto e stimato Charms in vari momenti della loro vita e vi si sono affezionate per sempre. 

Dal quadernino azzurro al palco il passo è lungo. Molto lungo. Ma è arrivata l’ora di farlo. Basta con i “liberamente tratto da”, “ispirato a”, “basato su”: quello che noi vogliamo fare è  “Disastri”. Di Daniil Charms.

Si.

Noi vogliamo fare “Disastri”. 

Segui questo link interno per la recensione dello spettacolo di Tommaso Chimenti: https://riccardogoretti.wordpress.com/2012/07/10/recensione-di-disastri-by-tommaso-chimenti/

Adattamento per la scena di Riccardo Goretti e Alessandra Aricò.
Regia di Alessandra Aricò.
Con: Nicolò Belliti, Stefano Cenci, Riccardo Goretti, Elisa Lolli.
Musiche originali di Marco Canaccini.
Soluzioni sceniche di Matteo Gozzi.
Luci di Pasquale Scalzi.
La voce di Daniil Charms è di Antonio Rezza.
UNA PRODUZIONE ARTI VIVE FESTIVAL
IN COLLABORAZIONE CON MURMURIS TEATRO
CON IL SOSTEGNO DI TEATRO METASTASIO – STABILE DELLA TOSCANA
Una distribuzione FONDERIA PERFORMING ARTS.

Category
Spettacoli