"Gobbo a Mattoni" vince l'edizione 2017 di INVENTARIA - Sez. Monologhi | Riccardo Goretti
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“Gobbo a Mattoni” vince l’edizione 2017 di INVENTARIA – Sez. Monologhi

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19 giu “Gobbo a Mattoni” vince l’edizione 2017 di INVENTARIA – Sez. Monologhi

La presente per comunicarvi che il nostro/vostro amato Gobbo a Mattoni (spettacolo realizzato nell’ambito del progetto “RitrovArci” da Massimo Bonechi & myself) è andato a vincere la sezione “monologhi” del Festival Inventaria di Roma (organizzato da DoveComeQuando e Pietro Dattola), edizione 2017.

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Nel ringraziare dunque Arci Prato, Arci Toscana, il Teatro Argot che ci ha ospitati, tutti i giurati che ci hanno votato e ovviamente Pietro, Flavia e tutto lo staff del Festival Inventaria, RG & MB danno appuntamento a presto a tutti i romani che lo vorranno rivedere, dal che il premio per questo primo posto consiste in svariate repliche nei teatri della capitale. Che noi saremo felicissimi di fare.

“Nella sua prima romana, “Gobbo a mattoni”, pur presentandosi con l’incognita del dialetto toscano, entusiasma il nutrito pubblico romano presente in sala, che risponde con molta partecipazione alle novelle di Goretti. Ed è proprio dalla lingua intima e scanzonata di Sindachino che emerge il racconto dell’universo dei circoli di paese, depositari dell’ideologia comunista italiana, ormai trapassata, corrotta da anni di liberalismo e disastrose politiche d’aggregazione. Così anche il volto del circolino muta forma assieme ai tempi: i campi di bocce fanno spazio a pareti di video-poker luminosi, i simboli delle falci e martello si fanno querce, rose, poi più nulla, e lo spirito di lotta degli anni Settanta lascia il passo al un tiepido sopravvivere.

Nonostante le risate del pubblico e la lingua disinvolta di Goretti, lo spettacolo è attraversato dalla corrente fredda della fine di un epoca, che cristallizza le vite dei personaggi in una nostalgica parata di paese. Krusciovve perde la fascia di sindaco, Dumenuti la voglia di fare, Madonnina la sua serenità e Sindachino frammenti di memoria. Eccola la generazione di mezzo, tra chi ha combattuto la guerra e chi ha fatto la rivoluzione, bloccata nel limbo dell’indecisione tra andare avanti e trattenersi nel passato, dove ogni ricordo ha un sapore familiare e l’esistenza assume i contorni di una vecchia pellicola. Un monologo di grande spessore umano.” 

(Riccardo Bassetti – Recensito.net – 23/05/2017, in occasione della replica a Inventaria Festival)

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